PIRATI OGGI

Legislatura 16ª – 4ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 326 del 27/09/2012

SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAI RELATORI AMATO E PINOTTI

SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 747

            La Commissione, a conclusione dell’esame, ai sensi dell’articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell’affare assegnato relativo allo stato di attuazione della normativa sul contrasto della pirateria, con particolare riferimento all’impiego di nuclei di protezione a bordo del naviglio civile,

           premesso che:

QUADRO GENERALE

            il 90 per cento del commercio mondiale ed il 53,3 per cento di quello nazionale transita via mare lungo rotte che sono condizionate da punti di transito obbligatori verso zone di assoluta importanza strategica;

            il principale snodo strategico del commercio marittimo internazionale si trova nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano dove si sviluppano i due terzi del traffico mondiale di petrolio, la metà del traffico mondiale di container, un terzo del commercio di merci alla rinfusa, ed è l’area all’interno della quale transitano annualmente 1300 navi battenti bandiera italiana, per una media di quasi 4 al giorno, con picchi fino a 10 navi;

LA MINACCIA DEI PIRATI

            il fenomeno della pirateria marittima ha evidenziato negli ultimi anni una notevole, progressiva diffusione, interessando una vasta porzione di Oceano Indiano che, a partire dalle coste somale e dal Golfo di Aden va estendendosi verso oriente fino alle coste dell’India;

            le incursioni dei pirati, essendo state efficacemente contrastate delle forze navali militari dispiegate in area, si sono spinte a distanze sempre più elevate dalla costa somala, evidenziando accresciute capacità di azione e di attacco;

            nonostante che il fenomeno della pirateria stia registrando, dopo l’iniziale diffusione in aree sempre più vaste (2008-2010), una fase di leggero decremento grazie ad una comunità internazionale maggiormente sensibile alla problematica e più determinata nell’adozione di misure di contrasto, ad oggi rimangono ancora nelle mani dei pirati somali ben  7 navi e 177 ostaggi: per un totale, nel solo 2011, di 439 assalti (riusciti e non) al naviglio mercantile internazionale dei quali 236 al largo delle coste della Somalia, nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso (dati IMO –International Maritime Organization); 13 assalti sferrati ad imbarcazioni mercantili battenti bandiera italiana (10 nel Golfo di Aden e 3 nel Golfo di Guinea) – ai quali vanno aggiunte decine di segnalazioni di attività sospette riconducibili a tentativi di abbordaggio a danno del naviglio nazionale;

            nel 2011, tre sono state le navi italiane tenute sotto sequestro dai pirati: la nave petroliera “Savina Caylyn”, con 22 uomini di equipaggio, abbordata l’8 febbraio da pirati somali al largo delle Coste dello Yemen e rilasciata il 21 dicembre 2011; il cargo “Rosalia D’Amato”, con 22 uomini di equipaggio, abbordata il 20 aprile in pieno Mare arabico e rilasciata il 25 novembre 2011; la nave petroliera “Enrico Ievoli”, con 18 uomini di equipaggio, abbordata nelle acque prospicienti le coste somale il 27 dicembre e liberata il 23 aprile 2012 in seguito ad un’operazione condotta dalla Marina militare;

            il contrasto alla pirateria marittima nel Golfo di Aden – oltre a configurare ingenti costi per il settore amatoriale – comporta costi strategici di medio periodo assai rilevanti per l’intero “sistema Paese”, laddove il progressivo spostamento -peraltro già in atto- delle linee di traffico marittimo dal Mar Rosso e dal Mar Mediterraneo all’Oceano Atlantico potrebbe dar luogo ad una consistente riduzione dei traffici nel Mediterraneo, con ripercussioni molto gravi sulle prospettive di lavoro e di sviluppo economico dei principali porti italiani (Gioia Tauro, Genova, Livorno e Trieste), a tutto vantaggio  dei porti africani atlantici e del nord Europa;…………….

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