PARTECIPAZIONE ALLE CTU/CTP COME CONSULENTI DELLA DIFESA O DELLA PARTE CIVILE

IL RUOLO DEL CRIMINOLOGO NELLE INDAGINI DIFENSIVE

 

 

Il diritto di difendersi portando  prove è uno dei fondamenti principali di ogni ordinamento che voglia essere garantista e rispettoso del diritto di difesa, nonché del principio del contraddittorio.

La codificazione delle indagini difensive è stata introdotta dalla Lg.n. 397 del 7 dicembre 2000, nel Libro Quinto del Codice di Procedura Penale  (“indagini preliminari e udienza preliminare”), precisamente all’art. 327bis (“attività investigativa del difensore”) e nel nuovo titolo VI bis, contenente gli articoli dal 391bis al 391decies, che ne disciplinano l’oggetto, le modalità e i termini.

In questo articolo viene stabilito “quando sono necessarie specifiche competenze” la possibilità di avvalersi della consulenza e collaborazione di professionisti specializzati come, a mio avviso fondamentale è  la figura del criminologo.

E’ quindi comprensibile quanto sia importante per l’imputato avvalersi di mezzi e professionisti che lo aiutino a raccogliere le giuste prove, a descrivere dettagliatamente gli eventi specifici, permettendo un’ adeguata e coerente ricostruzione dei fatti.

Viene sottolineata quindi l’essenziale bisogno di multidisciplinarietà, il coinvolgimento da parte dell’avvocato alle competenze di terzi;

La figura del criminologo permette di indirizzare la richiesta di collaborazione di eventuali altri periti con competenze adeguate e specifiche per ciascun fatto o prova da circostanziare;

egli ha competenze multidisciplinari, dalla psicologia all’interpretazione della documentazione giuridica e penale fino ad arrivare alla lettura e la definizione dei fenomeni criminologici, proprio per questa formazione riuscirà a collaborare efficacemente con il difensore.

Grazie alle modifiche apportate con questa legge, soprattutto con  il rinnovamento dell’articolo 391 bis (colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del difensore), il ruolo del consulente tecnico, in sede investigativa, si connota per aspetti e ambiti nuovi; può come prima cosa esaminare i beni sequestrati, ha la possibilità di ispezionare, previa autorizzazione, la scena dove si è verificato l’illecito.

In questa fase il criminologo può fornire un contributo nella raccolta delle testimonianze e nella fase delle indagini è in grado di fornire aiuto al legale  nella scelta della strategia di interrogatorio applicabile in base al crimine compiuto del sospettato.

In tutto questo scenario è rilevante questa figura perchè può fornire strumenti adeguati per ottenere informazioni da luoghi e situazioni che vanno osservati con occhio attento, in particolare nel momento delle investigazioni di sopralluogo, egli può interpretare, sotto il profilo criminologico e sociale, una condotta umana per valutarne la responsabilità, capire il perché e le circostanze di un determinato evento criminoso; può collaborare efficacemente nelle fasi di sopralluogo ed accertamenti tecnici, poiché in grado di esaminare i fatti alla luce della sua preparazione specifica.

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